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Campionato Sud Europa - Criterium di Primavera
Data pubblicazione: 07/05/2003

di Enrico Solerio
1° Snipe Festival
Sanremo, 14 - 16 aprile 2003
44° Criterium di Primavera - Campionato Sud Europa
Sanremo, 18 - 19 - 20 aprile 2003

 

Non vorrei iniziare il racconto delle regata di Pasqua di Sanremo con un “come ogni anno” o “come sempre..”, perché quest’anno la settimana di Pasqua a Sanremo è stata diversa, e l’idea dello “snipe festival” sembra aver portato nuovi stimoli allo Yacht Club Sanremo e alla classe Snipe internazionale.

 

Dopo alcuni mesi di messaggi via e-mail, accordi telefonici, biglietti aerei prenotati, hostess importunate e bagagli persi per aeroporti, i partecipanti al primo Snipe Festival (o Snipe Clinic per gli amici) si sono incontrati a Sanremo nella magica notte del 13 aprile: i norvegesi Sandvig -Sksoenberg e Jansen - De Fairefreschi per l’appunto dalle regate di Acquafresca (1° e 2° classificati), i brasiliani fratelli Vasconcellos e gli argentini Soubie - Di Santo sempre freschi ma da un volo intercontinentale, gli “americani” Ciufo - Mazzacuva e il “romano” Szabo da un fresco week-end sul lago di Bracciano. Ad attenderli la rappresentativa locale composta da Mercante (Thomas per gli amici) - Di Caprio (anche lui sempre fresco) e dai fratelli Solerio.  Si mangia e si beve tutti insieme alla “pinetina” (ovvero il ristorante dietro l’angolo) e si va a dormire presto (per salvaguardare la freschezza).


Il lunedì è infatti giorno di GRANDE freschezza, con un levantino che cresce, cresce, cresce ed arriva a splendidi 28 nodi con raffiche ed onde: il “romano” fischia e si scende tutti in acqua. Il “norvegino” Sandvig pare il più fresco e si esibisce in planate e scuffie a rapporto fisso di 1:1 (tanto c’è er sole). Gli altri si lanciano in ordine sparso su quello che sembra uno scenario ideale per “rodare” gli snipe. Se avrete l’occasione di vedere il filmato, potrete gustare scuffie in presa diretta del sottoscritto (anch’io e “Frengo” eravamo belli freschi) di Soubie e Jansen: un’ora di “soul snipe”, cercando di impressionare la pellicola con la planata più lunga o la strambata più radicale.


Si torna a terra e, dopo una gloriosa e meritata spaghettata colorata dai più diversi idiomi (grazie Pasqua, sei un grande cuoco!), nel pomeriggio il vento esagera e non riusciamo più ad uscire, così incomincia la lezione teorico-pratica diraddrizzamento alberi, finita a birre sul piazzale (1° sempre il “norvegino” Sandvik ed il prode Sksoenberg, davvero in forma).


Martedì ci svegliamo tutti più freschi: grecale 30 nodi alle 9 del mattino e tutti a miusurare crocette, tensioni, rakes, prebends, lunghezze delle cinghie e rifrangenze delle lenti da sole. Ne viene fuori una tabella di cartone che riassume la posizione delle crocette in dimensione reale dei primi 20 classificati di tutti i campionati mondiali della storia dello snipe (compresi Don Felix Gancedo e il “nostro” Mino Della Casa). Pranzo da Pasqua, che con uno spaghetto al pesto - fagiolini - patate si guadagna un contratto a vita di cuoco presso la famiglia Soubie.


Nel dopopranzo ci sentiamo tutti molto eroi: il “romano” fischia di nuovo e si torna a farsi “frullare” dal grecale. Conclusione: un fantastico video di conduzione dello snipe di bolina con vento forte, con Soubie e Jansen in impegnati in un testa a testa a far “frisbare” le rande: alla fine prevale l’argentino, che sembra nascondere nelle tasche tanti di quei segreti dello snipe da scrivere un’enciclopedia. Back-to-the-harbour, “il romano” posiziona un percorso con partenza di fronte all’ufficio del capitano del porto e si incomincia con partenze e bastoni a ripetizione. Per l’occasione compaiono anche i “brazileiros” e ce le diamo fino al tramonto.


Il terzo ed ultimo giorno di clinic registra l’arrivo dei belgi Van Cauwenbergh - De Ferm e Den Hartigh - Jansen: il vento è troppo fresco e ci disperde: alcuni continuano a misurare, altri prendono il sole, altri ancora cercano di corrompere Pasqua per carpire i segreti della sua pasta al pesto.


Arrivano così le 7 di sera, quando Soubie rompe gli indugi e si lancia in un’ora di snipe ai confini della realtà, lui, Lelio e la telecamera del “romano” che distilla lo spirito di come uno snipe vorrebbe essere portato con 20 nodi e onda (guardare per credere). Alle 8 di sera il sottoscritto, ormai completamente roso dal fuoco dello snipe, si lancia all’inseguimento dei due Pamperos con a prua il prode Oberpikler (in rappresentanza della Skipper Snipe - Sweden), mentre gli “americani” Ciufo - Mazzacuva, ritornando da una puntata a Montecarlo, si lasciano coinvolgere dall’atmosfera e lanciano la loro sfida. Risultato: ci troviamo a veleggiare sotto lo sguardo di una splendida luna rossa, che sorgendo ci manda in estasi, regalandoci una serata davvero indimenticabile.


Torniamo a terra illuminati dalle luci del porto, con il “romano” che dispensa birre mentre un grecale ormai fiaccato ci spinge a casa ubriachi.


Il giovedì è riposo ed attesa perché


Venerdì iniziano le regate. Sanremo mette il vestito per le occasioni e si presenta con ponentino e sole. Si parte subito alla grande e, dopo una prima mezza bolina incerta, la squadriglia triestina formata da Brezich - Penso, Michel - Barbarossa e Longhi - Caselli indovina una raffica da fuori e subito si intuisce che quest’anno la competizione sarà serrata. I tre se ne vanno e arrivano nell’ordine, lasciando gli altri a combattere per il quarto posto (Vasconcellos, tornato a terra, non credeva che Giorgio fosse davvero lui!): dietro si scatena la bagarre tra i portoghesi Graca


Pedrosa, gli argentini, i brasiliani e me e Frengo, che nell’occasione perdiamo qualche metro e chiudiamo il quartetto.


Pronti via e si comincia la seconda prova: anche questa volta in testa è una volata a tre con argentini, brasiliani e me e Frengo a battagliare nel ponente appena rinfrescato del pomeriggio. Noi voliamo nelle andature portanti e giriamo sempre davanti dopo i due lati di poppa, ma di bolina paghiamo leggermente e ci dobbiamo accontentare del terzo posto dietro a Soubie e Vasconcellos (nell’ordine), seguiti dal duo spagnolo Pons - Cavaller, Fantoni - Giubergia, e Brezich - Penso. In ombra il “romano” Szabo, in coppia con il nostro Lorenzo Bonomi (per noi Lollo, ma detto Lola oltreoceano), che non sembra trovare il ritmo giusto ed infila un 18° - 12°.


Prima di cena cocktail al Circolo e poi tutti a spasso per la città.


Sabato si riparte alle 11.00 con un leggero levante. La prima prova è segnata da numerosi richiami generali alla partenza, causa la corrente che spingeva fuori e la voglia di vincere che dilaga all’interno della flotta. Alla fine, vittoria morale per gli spagnoli Pons - Cavaller davanti a Vasconcellos e Soubie, ma i primi due vengono squalificati per OCS, e i “Pamperos” possono così allungare al comando della classifica. Il tempo peggiora, il cielo si copre ed il levante rinfresca un po’. Le nuvole si stratificano al largo, dando l’impressione che il vento girerà verso quella direzione, molti cadono nella trappola e ad approfittarne sono gli italiani Fantoni- Giubergia e Tomsic - Mocilnik (1° e 3°) e i belgi Jansen - Jacobs (2°). Dietro di loro è lotta per la classifica: i Solerio 6°, Michel - Barbarossa 8°, Soubie - Di Santo 11°. Ricompaiono Paolillo - Cristofori (7°) e si mette in mostra l’outsider francese Bariou - Wiand (5°).


Domenica è giorno di pioggia battente e vento nervoso, così, dopo alcune ore di attesa, la proiezione dei filmati delle quattro prove disputate e numerose uscite del Comitato di Regata per verificare le condizioni nel golfo, i Giudici annullano le prove del giorno, confermando la classifica del giorno precedente.


 Alla fine il campione è Soubiè, che si rifà della sconfitta patita l’anno scorso a causa di un OCS nell’ultima prova, seguito da noi Solerios e dal vice-campione europeo Jansen-Jacobs. Bene gli altri italiani, in particolare i triestino-monfalconesi che occupano tutte le posizioni dalla quarta all’ottava con Brezich, Michel, Fantoni, Longhi e Tomsic. Bari paga forse un taglio di vele un po’ retrò, e chiude all’undicesimo posto, dietro a Szabo, ma togliendosi la soddisfazione di battere due grossi calibri quali Birger Jansen e Ben Van Cauwembergh.


Tirando le somme siamo tutti soddisfatti della riuscita dello Snipe Festival, sia la regata che la clinic di Szabo hanno portato aria nuova nello Snipe italiano che negli ultimi anni ha visto grossi progressi in termini di velocità e risultati sia nelle parti alte delle classifiche, sia nel livello medio dei beccaccinisti nostrani.


Alla prossima


Enrico Solerio


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