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Regata nazionale di Arco
Data pubblicazione: 14/05/2003

Arco, 10-11 maggio 2003
di Antonio Bari
Il Garda non è più lo stesso, lo sappiamo tutti: dieci anni fa a Brenzone si facevano regate splendide, ora si naviga nella bonaccia peggio che a Bracciano.

 

Quindici anni fa, o meno, si poteva attraversare il lago a piedi camminando sui surf che sfrecciavano spinti da almeno 10 metri di Ora (quando andava male, altrimenti di più). Adesso non più, il vento è
calato e i surf sono pochi, giusto quelli della scuola a fianco del Circolo Vela Arco.
E tutti il sabato hanno pensato proprio questo, quando nel grigiore di una giornata veramente insulsa, con nuvoloni neri poco promettenti,
l'Ora ha cercato di distendersi sul lago, un po' troppo dal Baldo per essere fiduciosi sulla sua tenuta.
Contrariamente a quanto pareva ai locali, che si sono buttati a sinistra, l'eterogenea coppia Rodati-Stahl è partita dritta dritta verso destra e, grazie anche ad un passo da primi della classe, non si è fatta raggiungere da nessuno: primi alla prima boa, primi all'arrivo, con i Solerios e Tomsic-Mocilnik all'inutile inseguimento e Bari-Lambertenghi che rinvengono alla fine  (con bordo a sinistra,
ovviamente, da buoni locali) e rischiano di passare tutti nel vento calante.
Gran lavoro per alzare le centrature tra una prova e l'altra, ma l'Ora ritorna e la seconda regata parte. Qui è il sempreverde Giorgio Brezich con Lucio Penso che agguanta la vittoria, davanti ai soliti Solerio, ai consistenti De Rosa e agli ottimi Tomsic-Mocinlink, a cui l'allenamento proprio qui la settimana prima ha certo giovato un bel po'. Il bordo è sempre più a destra, ma i locali lo capiscono solo all'ultima bolina in cui recuperano una quindicina di posizioni, che comunque non bastano.
Bene il ritrovato Dematté, fuori dal giro da un po', con due sesti è regolarissimo, male Longhi, Fantoni e Michel, mai visti nelle due prove.
La sera eccellente cena offerta dal Circolo, pasta, grigliata di carne, vino a volontà ma monopolizzato dal Ponto che lo distribuiva a suo piacimento...
La notte pioggia battente, domenica mattina cielo sereno e leggero peler, che lasciava presto spazio all'Ora. Brutto segno, ma tutti fuori e pronti per la partenza. Richiamo generale e il vento se ne va. I
nuvoloni neri sopra Tenno non dicono niente di buono e dopo due ore nella piatta i locali cominciano a vederla brutta. I gommoni passano a dare acqua ai poveri snipisti sotto il sole, e in lontananza appare una striscia. Dopo mezz'ora è sempre lì, dopo un'ora è sempre lì e i locali sospettano che sia dipinta, tanto più che torna un po' di venticello, ma da tutt'altra direzione.
Passano alcuni minuti e il lago si increspa, evviva, un po' di arietta. Dopo due minuti ci sono 20 nodi e le onde già formate. Doppio triangolo e via, si parte, purtroppo il percorso è un po' troppo a destra e la bolina non è delle più interessanti, ma i laschi si, stretto il primo, più largo il secondo, belli lunghi e finalmente si plana come si deve.
I primi sono sempre loro, ma con vento i Solerio sono più veloci nei laschi e Tomsic si deve accontentare del secondo posto davanti al fantastico Rodati, e a Brezich, altro siluro sempre in planata. Manco a
dirlo il bordo dà sempre ragione a chi sta a destra e i nostri locali, dopo l'ennesima partenza da scuola vela, vanno a sinistra e soprattutto perdono le onde nei laschi. Per fortuna imbroccano i giri di boa e
tamponano in qualche modo. Qualcun altro non li imbrocca, invece, e si vedono alcune situazioni molto disdicevoli. Dematté cede, i De Rosa mollano un po' e ancora una volta il terzetto giuliano naviga in mezzo
al gruppo. Si vede invece Mercante, senza Di Caprio in prua (sarà stato abbandonato un po' alticcio a Sanremo?), ma che con un robusto Cilli dà ancora una volta dimostrazione che quando il vento soffia ci sa fare veramente bene, e Pantano, reduce pure lui dall'allenamento della settimana prima, che naviga veloce e sicuro nel ventone. In un'ora la prima prova è fatta e alle 16,30 si parte per la seconda, che diamine. Il vento sfiora i 25 nodi e non ci si può togliere il divertimento. Il risultato è la fotocopia della prova precedente, solo Rodati cede un po', si rivedono Longhi e Michel, Pantano e Mercante si
confermano fortissimi, e i soliti locali dopo la solita partenza sotto le vele (questa volta dei Solerio) per togliersi dai rifiuti come al solito vanno a sinistra, che nel pomeriggio avanzato regala 50 metri persi ogni 50 fatti in quella direzione. Per fortuna molti sono stanchi e vengono graziati per l'ennesima volta. Rodati fa l'unico errore delle
due giornate e dà a Brezich un meritatissimo terzo posto, ma si tiene un ottimo quarto, davanti ai locali che malgrado 25 anni di vela a testa sulle acque di casa non hanno imbroccato niente se non le ultime boline (a forza di calci anche gli asini...).
Ancora una volta il Circolo Vela Arco dà prova di saperci fare e, dopo il buffet della premiazione, regala l'ultima sorpresa ai concorrenti con una bella foto incorniciata a testa a ricordo delle dure boline e delle lunghe planate della giornata. Il presidente si spinge oltre, e candida ufficialmente il circolo all'organizzazione dell'italiano 2004.
Se ne discuterà come sempre in assemblea.

Antonio Bari

La classifica:


Download file: arco03.xls arco03.xls
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